ROMA – La danza contemporanea esce dai suoi spazi tradizionali e raggiunge piazze, parchi e altri luoghi della città. Dal 10 al 13 settembre torna il District Dance Festival, rassegna curata dalla Compagnia Atacama e diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol, con quattro giornate distribuite tra Centrale Preneste Teatro, piazza dei Mirti, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni.
Nato nel 2022, il festival riunisce compagnie già attive sulla scena nazionale, giovani autori e performer provenienti da diverse regioni italiane. L’edizione 2026 affronta attraverso il movimento temi quali identità, appartenenza, memoria, ambiente e condizione dell’individuo contemporaneo, mantenendo come elemento centrale il rapporto tra le opere e i luoghi nei quali vengono presentate.
L’apertura al Centrale Preneste Teatro
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 10 settembre alle 21 al Centrale Preneste Teatro. Mandala Dance Company presenterà Stone, nuova produzione 2026 con concept, coreografia e regia di Paola Sorressa.
Sette pietre accompagnano la costruzione coreografica, richiamando anche l’immaginario dei giardini Zen giapponesi. Il percorso mette in relazione corpo, natura e spiritualità, fino alla composizione di un totem conclusivo.
Nella stessa serata la Compagnia Atacama porterà in scena L’Ultimo Uomo, ideato, coreografato e diretto da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Il lavoro prende spunto da La società della stanchezza di Byung-Chul Han e concentra l’attenzione sull’individuo all’interno di un sistema caratterizzato da prestazione, competizione, iperattività e ottimizzazione continua del tempo.
Piazza dei Mirti diventa spazio scenico
Venerdì 11 settembre, dalle 17.15, il festival raggiungerà piazza dei Mirti con tre lavori concepiti attorno al rapporto fra corpo, spazio e identità.
La Compagnia Atacama proporrà Anime, coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol nella quale il luogo entra direttamente nella costruzione dell’opera attraverso distanze, livelli, pieni e vuoti.
Seguirà PATAPHYSICIEN della Compagnia Fabula Saltica, con la regia di Mattia Chiarelli. Il lavoro, nato nel progetto Giovani Autori under 25, sostenuto da MiC e Regione del Veneto, sviluppa una ricerca sull’identità e sul riconoscimento di sé.
A completare la giornata sarà HUNT CDC Young Project con Free Wall, concept e coreografia di Giosy Sampaolo. Al centro della creazione c’è il muro, considerato contemporaneamente come confine, protezione e limite da oltrepassare. Il progetto è rivolto alla nuova generazione di danzatori under 30 residenti nelle Marche e arriva a Roma nella sua forma definitiva dopo un primo studio presentato nel 2025.
A Parco Sangalli la danza incontra lo spazio pubblico
Sabato 12 settembre sarà Parco Sangalli a ospitare il festival. La Compagnia Arearea presenterà Dancing FOUR Peace, ideato da Marta Bevilacqua e pensato per adattarsi a luoghi non convenzionali.
La danza si intreccerà con testi poetici di Ingeborg Bachmann, Wisława Szymborska, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht.
Con Dreaming Box-Solo, la Compagnia Adarte porterà invece il lavoro ideato e coreografato da Francesca Lettieri, costruito attorno al sogno e alla trasformazione.
Il terzo spettacolo sarà L’Altro della ResExtensa Dance Company, creazione di Gianni Wers. Un giaccone conteso diventa il fulcro della rappresentazione del conflitto fra individualismo e necessità di essere accettati, attraverso un linguaggio che combina danza contemporanea e house dance.
Una fiaba riscritta attraverso la crisi climatica
La giornata conclusiva di domenica 13 settembre inizierà alle 10 al Teatro Villa Lazzaroni, dove Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo presenteranno La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?.
Le due autrici, entrambe in scena, rileggono la fiaba di Andersen alla luce della crisi climatica. Nel lavoro il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay attraversa un pianeta segnato dallo sfruttamento e dal surriscaldamento, mentre la Regina delle Nevi assume il ruolo di custode di un ambiente a rischio di scomparsa.
La produzione combina movimento, testo e immagini ed è rivolta anche alle nuove generazioni di spettatori.
Gli ultimi spettacoli all’Ex Bocciodromo
Nel pomeriggio il District Dance Festival tornerà a Parco Sangalli, nell’area dell’Ex Bocciodromo. La Compagnia Déjà Donné presenterà Quasi niente n.1 di Elia Pangaro e Alexander de Vries, lavoro che parte dal limite minimo necessario al corpo per mantenere l’equilibrio e sostenersi.
A seguire sarà proposta LYNX LYNX della Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza, prodotta da Pollinaria. La performance nasce da una ricerca dedicata alle figure animali estinte, mitologiche o in via d’estinzione. La lince appenninica diventa il riferimento attorno al quale affrontare ecologia, memoria e scomparsa.
La chiusura dell’edizione 2026 sarà affidata a Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci. Il progetto utilizza movimento e tecnologia immersiva audio 360 per costruire un’esperienza percettiva legata all’oceano e alle sue differenti dimensioni.
Un percorso nei Municipi V e VII
Una parte rilevante dell’edizione 2026 si svilupperà nel Municipio V, con il quale il festival collabora e dal quale ha ottenuto il patrocinio. Gli appuntamenti interesseranno in particolare le aree di Prenestino-Labicano, Centocelle e Torpignattara.
Il percorso raggiungerà anche il Municipio VII attraverso il Teatro Villa Lazzaroni, già coinvolto nelle precedenti edizioni. La programmazione costruisce così una geografia diffusa che alterna strutture teatrali e spazi pubblici, mantenendo il rapporto con i quartieri come uno degli elementi della manifestazione.
